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Il Debolicidio è l’eliminazione, simbolica o concreta, della parte più vulnerabile da parte di chi si trova in una posizione di maggiore potere e non sa gestire le divergenze in modo rispettoso.
Non riguarda il genere.
Riguarda il potere e l’analfabetismo psicologico.
Il Debolicidio è il processo attraverso cui una persona, incapace di tollerare la divergenza, tenta di annullare, zittire, dominare o distruggere chi percepisce come più debole/vulnerabile.
La dinamica è sempre la stessa:
Esiste una divergenza (di opinione, di desiderio, di identità, di libertà).
Uno dei due (o entrambi), non tollera la differenza.
Chi ha più Potere (fisico, economico, istituzionale, relazionale) usa quel potere per schiacciare l’altro.
Il risultato può essere: violenza psicologica, violenza economica, isolamento, diffamazione, abuso istituzionale, violenza fisica fino agli esiti estremi.
Il Debolicidio è quindi la matrice comune di ogni forma di violenza.
Alla base del Debolicidio non c’è il genere.
C’è l’incapacità di: gestire il conflitto, accettare la divergenza riconoscendone il valore, riconoscere l’autonomia dell’altro, tollerare la frustrazione.
Chi compie Debolicidio vive la differenza come minaccia alla propria identità.
Per questo reagisce tentando di eliminare il problema invece di affrontarlo.
Il Debolicidio sposta l’attenzione:
❌ non è “uomini contro donne”
❌ non è “una categoria contro un’altra”
✔ è una dinamica relazionale
✔ può riguardare uomini e donne
✔ può manifestarsi in ogni ambito relazionale:
nella coppia, in famiglia, nelle istituzioni, nella politica, nella storia.
Dalle dinamiche domestiche agli stermini collettivi, lo schema psicologico è identico: chi non tollera la divergenza elimina il diverso.
Comprendere il Debolicidio significa:
smettere di dividere il mondo in categorie; iniziare a educare alla gestione sana delle divergenze; prevenire la violenza alla radice; tutelare tutte le vittime.
La violenza non ha genere! Ha una dinamica psicologica.
E quella dinamica si chiama Debolicidio.
Giriamo l'Italia gratis per spiegare questa prospettiva
(vedere sotto la proposta "ABC DELLA RELAZIONE SANA")
La prospettiva è spiegata nel saggio “La violenza non ha sesso” (2019) e “Abusi sui Minori” (2025)
Il saggio
"La violenza non ha sesso"



Il saggio:
“Abusi sui Minori”

